| STORIA |
Il nome di Moncrivello nei tempi antichi fu scritto come Moncravellum o Monscaprarum o Moncaprellus o Montiscravellum, che significano tutti "Monte delle capre" come ricorda lo stemma del paese.
I cenni storici più antichi sul territorio di Moncrivello si riferiscono ad alcuni villaggi preesistenti nei dintorni, denominati Uliaco, Moriondo, Miralta, Lagnasco.
Il primo documento nella storia in cui appare il nome di Moncrivello è il diploma emanato da Federico I su istanza del papa Eugenio III a favore della chiesa di Vercelli nella persona del vescovo Uguccione, in cui si parla di "Moncravellum, Monscaprarum".
Tuttavia lo storico Armando Santanera afferma che " taluno parla anche di un precedente diploma dell'Imperatore Ottone III che nel 999 confermava al vescovo di Vercelli la giurisdizione sulla città e sui paesi circostanti, tra cui Moncrivello" quindi l'esistenza di Moncrivello sarebbe già documentata fin dal tempo del decreto in cui si menziona Uliaco.
La parrocchia di Moncrivello è citata nelle bolle di papa Urbano III nel 1186 e di papa Onorio III nel 1216.
Nel periodo dell'alto medioevo, sul colmo della collina di Moncrivello sorgeva, come potente rocca difensiva il castello, le cui origini verosimilmente possono essere collocate intorno all'anno Mille, desumendolo dal tipo di architettura romanica.
Da questo momento, la storia del paese coincide con quella del castello.
Nel 1152 Federico I, il Barbarossa, confermò il possesso del suo borgo "Moncravellum, Monscaprarum" ai Vescovi di Vercelli. Passato nel 1243 ai Marchesi del Monferrato, nel Trecento fu riconquistato dalla Chiesa Eusebiana e infeudato ai conti Fieschi fino al 1399, quando il popolo si sollevò, se ne impadronì con la forza e fece atto di dedizione ad Amedeo VIII di Savoia.
Iniziava così l'età dell'oro del castello che fu dimora di ben tre illustri duchesse di Savoia. La valorosa ed illuminata Jolanda di Valois, moglie di Amedeo IX e sorella del re di Francia Luigi XI, impreziosì l'antica fortezza con elementi residenziali per farne il suo prediletto soggiorno di campagna. La duchessa Jolanda, dove si spense il 29 Agosto 1478, fece arditamente costruire il Naviglio di Ivrea, visionato da Leonardo da Vinci, prima via d'acqua navigabile sino a Vercelli, i cui redditi erano versati a beneficio del castello .
Emanuele Filiberto volle premiare per le vittorie contro i Francesi il suo valoroso condottiero, capitano di ventura Cesare De Mayo di Napoli, con il castello ed il feudo di Moncrivello, che elevò a marchesato nel 1565.
Nel 1692 il castello fu acquistato dalla famiglia del Carretto Gorzegno, di nobile stirpe Aleramica, che detenne la proprietà per quasi tre secoli.
L'ultimo capitolo è l'importante opera di restauro condotta a partire dal 1972 dal proprietario Giovanni De Francisco, che ha permesso il riuso di questo insigne monumento, entrato a far parte del patrimonio nazionale dei Beni Culturali fin dal 1980. |